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Sulle nostre tracce

Sulle nostre tracce
27-09-2021

Sulle nostre tracce

Una storia di celebrazione della vita e della forza di una comunità: la fotografa Catherine Hyland inizia a maturare un grande interesse per la Corea del Nord con la lettura del libro di Barbara Demick Per mano nel buio (titolo orinale: Nothing to Envy: Ordinary Lives in North Korea). Inizia a presenziare agli incontri dei disertori nordcoreani a Londra e scopre che il sobborgo di New Malden di South London ospita il più grande gruppo di disertori nordcoreani al di fuori della penisola coreana. In questa comunità trova persone desiderose di celebrare la vita attraverso il ballo, il canto e altre attività di gruppo. Grazie al progetto LUMIX Stories for Change, riesce a catturare la vita di questa comunità con foto e filmati.

A New Malden si sono insediati circa 600 disertori per costruirsi una nuova vita, liberi dalle catene del regime. I disertori vivono vite complicate, in costante conflitto tra il passato e il presente. Impossibile immaginare la brutalità del regime: fame, propaganda, pressioni politiche e punizioni sono solo alcuni dei problemi estremi che si trovano ad affrontare ogni giorno. Tutto è già deciso. Il libero arbitrio non esiste. Anche dopo la diserzione, l'adattamento psicologico e culturale può essere duro a causa delle condizioni estreme che le persone hanno patito e sopportato. A New Malden, la Korean Senior Citizen Society rappresenta la comunità per questi disertori. Gli consente di condividere ricordi, svolgere ogni tipo di attività e partecipare a lezioni. Nel suo progetto video-fotografico, Hyland documenta la vita dei membri di questa società e spiega come i rituali connettano le persone anche se costrette a cambiare e a trasferirsi.

Grazie alla collaborazione con Gem Fletcher, entra in contatto con la Korean Senior Citizen Society, un gruppo gestito da volontari che si riunisce e lavora nel retro di un negozio di beneficenza. I membri, per lo più anziani, cucinano e mangiano insieme. Organizzano ogni tipo di attività, dai corsi di lingua inglese alle lezioni di musica con strumenti coreani tradizionali. Hanno un coro e gruppi di ballo tradizionale. La comunità è molto importante per i membri anziani poiché offre loro un ambiente sicuro, la possibilità di mantenere vive le loro tradizioni e condividere sogni e speranze per il futuro. Il progetto di Hyland è finalizzato ad abbattere gli stereotipi e i pregiudizi sui nordcoreani e sulle loro vite.

Anziché concentrarsi sul negativo e sul trauma associato al vivere sotto il regime nordcoreano, desidera portare in superficie gli aspetti più edificanti. Ecco perché decide di catturare i rituali che legano le persone alla terra d'origine e tra loro. Un traduttore la presenta alle persone e la introduce a luoghi che altrimenti le sarebbero rimasti sconosciuti. Poiché dedica tempo ad ascoltare le loro storie, si conquista la fiducia dei membri della comunità. Nell'ambito del progetto realizza diversi film e un servizio fotografico. In particolare, il servizio fotografico è stato memorabile per Hyland. Lavorando con suo fratello, lo scenografo Danny Hyland, e il direttore della fotografia Jorge Luis Dieguez, prepara una scena in cui i membri della troupe di ballo hanno potuto esibirsi ed esprimere se stessi.

Secondo Hyland, questo servizio ha dato nuova energia ai membri della comunità perché si sono sentiti tutti coinvolti: tutto ciò che chiedeva loro era di esibirsi nei loro balli preferiti. Per il progetto, Hyland usa la Lumix S1R con un obiettivo Lumix 24-105 mm e la Lumix S1 con un obiettivo Lumix S PRO 50 mm. Con questa apparecchiatura, passare dalla fotografia alle riprese video non era affatto un problema.

LUMIX Stories for Change nasce dalla collaborazione tra Lumix e il British Journal of Photography per favorire il cambiamento attraverso la fotografia.

Catherine Hyland

Catherine Hyland

Catherine Hyland è un'artista che vive a Londra. La sua fotografia ruota intorno alle persone e al loro legame con la terra in cui vivono. Basato principalmente sul paesaggio, il suo lavoro si basa su concetti come la ricostruzione dei ricordi, le reti, i vincoli e l'identità nazionale.

Le sue immagini di grande formato immortalano i tentativi dell'umanità, alcuni riusciti altri meno, di domare l'ambiente. Un'osservazione che le è valsa una notorietà artistica e commerciale in continua crescita, con presenze in luoghi come la Focal Point Gallery di Southend per il programma RADICAL ESSEX, esposizioni in occasione del Month of Photography di Los Angeles, Renaissance Photography Prize, National Portrait Gallery, Royal Photographic Society, LES MAGASINS GÉNÉRAUX, Somerset House, Design Museum di Londra, ICA & MAC di Birmingham. I progetti di Hyland vogliono mettere in risalto i tentativi dell'umanità di domare e trasformare la natura, sia passati che presenti.

Catherine Hyland

British Journal of Photography

British Journal of Photography è la testata fotografica più longeva al mondo. Questo mensile celebra i fotografi che sono in grado di reinventare la fotografia e cambia il nostro modo di vedere il mondo. Dagli articoli longform agli editoriali quotidiani pubblicati sul BJP-Online, BJP esplora il lavoro degli artisti che si sono liberati delle convenzioni estetiche e delle ideologie che vincolavano i loro predecessori.

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